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Organizzatori: Orsi Bruni d’Abruzzo
Luogo: Ofena (AQ)
Durata: 17 ore totali (15 ore effettive)
Club: 52
Operatori: 450 (stima approssimativa)
Mezzi: 3 furgoni, 1 camioncino, 5 fuoristrada, 1 elicottero
Quando
abbiamo organizzato la prima edizione di B.H.D. non ci saremmo mai
aspettati di arrivare un giorno ad avere 450 persone sul campo di
gioco. Tutto è nato così, con la sola intenzione di dare un tono
diverso ai soliti games domenicali. Ed invece già dalla seconda
edizione siamo stati inondati di richieste che ci hanno sorpreso...
noi volevamo solo fare un qualcosa tra amici, e ci siamo trovati con
circa 200 operatori.
L’impegno della terza edizione ci ha un po’ messo timore.... come
fare ad accontentare l’enorme numero di club che per mesi ci ha
scritto, telefonato, lasciato messaggi sui forum? Le cose non sono
state poi facilissime dal punto di vista organizzativo: il dialogo
con l’amministrazione Comunale ha avuto esito con certezza positivo
solo ai primi di maggio, la prevista presenza dell’elicottero ha
aggiunto un po’ di tensione, mentre qualcuno di noi ha avuto
problemi ben più seri a cui pensare. Per alcuni giorni siamo rimasti
nel dubbio, ma alla fine la consapevolezza che potevamo farcela
anche stavolta ha avuto la meglio.
E così alcuni di noi hanno passato l’ultimo mese dedicando tutto il
tempo a disposizione a B.H.D. III. A circa 20 giorni dalla data
prevista abbiamo completamente riscritto la missione (da cui il
notevole ritardo nella consegna dei book), mentre ogni giorno nuove
covert operations venivano progettate, aggiunte e cancellate da
tutto quello che era il nostro fuori-book. L’impostazione finale ha
previsto quindi una prima fase in notturna con tre obiettivi
prefissati, qualche obiettivo di opportunità da attivare a seconda
dei casi, alcune covert operations (un paio delle quali previste ma
non realizzate per le condizioni che si sono venute a creare sul
campo) progettate per sorprendere i partecipanti e porli di fronte
all’imprevisto, una chiusura finale con attacco massiccio a
Mogadiscio. Essenziale, in tutto questo, la collaborazione segreta,
tuttavia solo parziale, tra i due Comandi.
Prima di lasciare spazio al debriefing vero e proprio voglio
ringraziare Mouse ed i Mercenari per la fondamentale collaborazione,
tutti i partecipanti (molti dei quali non sono riuscito neanche a
salutare a fine gara) e tutte le persone che hanno contribuito in
qualsiasi maniera: troppi da elencare, impossibile non dimenticare
qualcuno... you know who you are.
Last but not least, tutti gli Orsi Bruni che si sono dati da fare
con il solito spirito di sacrificio che li contraddistingue....
anche questa è andata, grazie a voi.
DEBRIEFING BLACK HAWK DOWN III
1. Briefings e Pianificazione Missioni
Sono le 16:00 quando cominciano i briefings presso la tenda comando
dove io e Proff attendiamo i responsabili dei singoli club.
Cerchiamo di essere quanto più sintetici e lineari possibili
nell’esporre i compiti dei vari gruppi. Proff ha pensato alla
suddivisione dei partecipanti, dapprima distinguendo tra Delta Force
e Rangers, ma dopo una veloce revisione del numero dei partecipanti
decidiamo di unire qualche unità di Ranger ai Delta. Trovano
conferma i tre raggruppamenti decisi inizialmente.
VERDE, formato da Legione Farnese, Rainbow Six, X° Regio, Red Ants,
e SOCOM avranno il compito di individuare e distruggere il deposito
munizioni degli Habr Gedir. L’area è posta a SE del campo, mentre il
Comando T.F.R. è collocato a NO, ed è quindi lontana 2,5 km in linea
d’aria. Non avranno un compito facile: non siamo sicuri di dove sia
posto il deposito munizioni, ma restringiamo le possibilità a due
edifici distanti 500m. Visto che VERDE dovrà coprire la distanza a
piedi, partiranno ad inizio game, alle 18:00 precise.
ROSSO è invece incaricato di catturate Osman Atto. Di lui non
conosciamo l’aspetto, ma sappiamo che si muove a bordo di un mezzo
scortato in un’area pianeggiante di circa 2 kmq e che fa la spola
tra Mogadiscio ed altre destinazioni. Per evitare che Atto si
insospettisca, il raggruppamento ROSSO, composto da Raigeki,
A.S.A.F., Mastini Napoletani, Rainbow, Mamba e R.O.S. partirà per la
sua destinazione solo alle 20:30.
GIALLO, nello specifico Orsi Bruni, Guerrieri Per Gioco, Royal
Marines Commando, 82°e Gati Salbeghi, avrà invece il compito di
recarsi presso il quartiere di Hamar Jadig, in una zona inizialmente
posta fuori campo, col compito di individuare la collocazione del
deposito materiali radioattivi e di produrre quanti più danni
possibili agli Habr Gedir, prendendo il controllo del quartiere.
Vista la facilità di individuare persone in movimento verso il
target, anche GIALLO dovrà attendere la notte prima di essere
infiltrato tramite mezzi nei pressi di Hamar Jadig.
Un folto raggruppamento composto da Cani Rabbiosi, Lupi del Delta,
Etruria Rangers ed A.S.A.I.
viene
invece posto a difesa del Check Point Pasta, a circa 1 km dal
Comando T.F.R. verso Moga, in un punto di probabile passaggio degli
Habr Gedir.
Parte del personale degli Etruria Rangers ed i Black Panthers, clubs
entrambi muniti di due fuoristrada, costituirà la nostra F.I.R.,
insieme ad un fuoristrada degli Orsi Bruni.
Il resto del personale (GTER, Predatori, ASCU, 999th) è invece
tenuto, in questa fase, a difesa del Comando T.F.R.
2. La Covert Operation: Operazione Thunder
Durante la fase di rewriting della missione, ho cercato ispirazione
in alcuni fatti realmente accaduti in Somalia. Mi sono interessato
in particolare alla storia dell’agente CIA di colore, “Condor”, che
resistette due settimane e mezzo nei quartieri di Aidid prima di
essere frettolosamente evacuato dalla sua tana. Ne parlo con Proff e
l’intesa scatta subito. Eccolo quindi contattare uno dei club che ha
personale in entrambi gli schieramenti: i R.O.S.: nasce Operazione
Thunder. Il compito assegnato alla parte di club in gioco con i
somali sarà quello di fornire quante più informazioni possibili
sulla dislocazione delle forze Habr Gedir, i movimenti di Osman Atto
e quant’altro utile per il Comando T.F.R. In settimana Mouse, il
Comandante Habr Gedir, mi aveva confidato dell’insolita richiesta
dei R.O.S. di rimanere nei pressi di Moga. Minimizzo e faccio finta
di non sapere…
3. La Resistenza del Check Point Pasta
Ore 18:00, ci siamo. Mentre i nostri infiltrati ci forniscono le
prime informazioni, il Check Point Pasta è da subito sotto ripetuti
attacchi. Penso che questo sia dovuto al fatto che il Comandante
H.G. si aspettava la presenza del nostro Comando in quella zona. La
collocazione del Comando T.F.R. gli rimarrà sconosciuta per alcune
ore. Nonostante il vigore e la persistenza degli attacchi il Check
Point tiene e rimarrà in piedi fino alla fine delle ostilità.
Nel frattempo ho difficoltà nei contatti radio con VERDE, ma è in
avvicinamento al suo obiettivo. ROSSO e GIALLO fremono per partire,
mentre il personale al Comando T.F.R. è disposto intorno alla base e
controllano quattro check point intorno ad essa.
4. Gli attacchi agli obiettivi
Scende la notte. Finalmente le prime notizie di VERDE. Hanno
incontrato forte ostilità, hanno eseguito diversi attacchi, ma sono
ad un punto morto e le vite scarseggiano. Provo a contattare una
delle F.I.R. per un attacco congiunto da N e S, ma la cosa non si
rende possibile. A malincuore decido per desistere da ulteriori
attacchi al deposito munizioni e sposto VERDE verso O, in direzione
Moga e li tengo in standby.
ROSSO intanto parte per la zona di intercettazione di Atto. Passa
poco che lo notano, ma in un primo momento non ho notizie di tentati
attacchi. Col passare dei minuti, dal Comando, ho l’impressione che
ROSSO si stia schiacciando sempre più verso Moga, probabilmente
notando il rientro di Atto al suo QG. Dopo un tentativo di cattura
non riuscito (che ha generato qualche contestazione) Atto si ritira
in Moga, ROSSO staziona e fa pressione ai limiti dell’abitato, tanto
che ha continui scontri con i miliziani.
GIALLO invece staziona ancora in standby al campo base.
VERDE nel frattempo viene a trovarsi più a S di quanto avevo
preventivato. Conoscendo le coordinate, contatto il Comandante H.G.
e, in base a quanto avevamo stabilito in settimana, faccio attivare
un obiettivo di opportunità, un piccolo ponte su un canale appena
fuori Moga. Non riferisco niente a VERDE, nell’intento di farli
trovare di sorpresa di fronte ai miliziani in arrivo. Purtroppo la
sorpresa non mi riesce e lo scontro non avviene, suppongo per un
nuovo, rapido spostamento di VERDE in altra posizione.
5. I primi prigionieri
Negli corso dei numerosi scontri, VERDE perde un ufficiale che cade
in mano nemica. Di contro Proff ed i suoi catturano dieci persone.
L’azione è dettata più dalla volontà di ravvivare la situazione alla
nostra base (dove non si è visto ancora nessuno e qualcuno comincia
ad annoiarsi) che dall’intenzione di mettere in difficoltà gli
avversari. Fatto sta che 9 dei 10 prigionieri viene fatto scendere
in un punto del campo a loro ignoto, mentre solo 1 viene trattenuto
presso il Comando T.F.R. Contatto il Comando H.G. e concordo uno
scambio in una zona marginale del campo. Mi riferiscono di attimi di
tensione tra i due schieramenti, ma alla fine lo scambio avviene
senza scontri.
6. Attacco di GIALLO e fuga degli infiltrati
E’ finalmente l’ora di GIALLO. I mezzi in partenza per il quartiere
Hamar Jadig sono stracarichi, l’arrivo dei mezzi non deve essere
passato inosservato. Ho pochi contatti da subito, segno che dopo
qualche minuto la Delta è già nella mischia. Li lascio al loro
lavoro e attendo notizie. Dopo poche decine di minuti di aspri
scontri la Delta è pronta a ritirarsi. Non hanno localizzato il
deposito ma hanno sequestrato un luogotenente di Aidid che viene
subito portato al Comando T.F.R. Lo scambierò più tardi con alcuni
prigionieri, appartenenti a ROSSO, che sono caduti in mano nemica
durante uno dei numerosi scontri.
Intanto l’Operazione Thunder giunge a conclusione quando i nostri
infiltrati ci comunicano di essere pronti a ricongiungersi alla
T.F.R. Si muovono dal check point a loro assegnato lasciandolo
sguarnito, incontrano altro personale H.G. che ingannano con banali
scuse, per poi giungere finalmente presso il Check Point Pasta, dove
il personale, già avvertito, li scorta fino al nostro Comando dove
ricevono i meritati complimenti. Un paio d’ore di riposo e saranno
di nuovo inquadrati nella T.F.R.
Nel frattempo ho già comunicato a VERDE che il check point è
sguarnito e che possono penetrare a Moga da E. Insisto a cercare
contatti anche con la F.I.R. e comunico loro la stessa cosa nella
speranza che anche loro possano penetrare da quel lato. Da questo
momento VERDE continuerà a bersagliare gli H.G. fino a notte fonda.
ROSSO continua, nello stesso tempo, a pressare da O tanto che vengo
a conoscenza del fatto che il Comandante H.G. è intenzionato a
trattenere Atto a Moga fino a quando non sarà allentata la pressione
da parte nostra.
Nel frattempo, dopo il rientro di GIALLO, Proff organizza e guida
un’azione verso Moga. Veloci e letali, gli operatori della T.F.R.
sabotano i gruppi elettrogeni e penetrano in profondità sbucando
dritti dritti nel covo di Aidid. Ora però hanno il problema di
uscire. Prendono in ostaggio Aidid, scambiando l’ostaggio con l’uscita indenne
da Moga. L’azione in sé per sé non ha portato a risultati
determinanti ma ha completamente spiazzato le difese e ha dato una
notevole scossa agli operatori che vi hanno preso parte.
Gli H.G. conservano comunque la vena offensiva. Le scaramucce al
Check
Point Pasta (in cui c’è stato un cambio di personale con gli
operatori della base) non sono mai
cessate del tutto, anche se si trascinano con minore intensità, ed
alcuni miliziani stanno finalmente realizzando l’esatta posizione
del Comando
T.F.R. tanto che alcuni di loro si sono spinti, in occultamento,
fino ai suoi limiti esterni. Pagheremo le conseguenze di questo
molto presto.
7. La tregua
ROSSO e VERDE sono là fuori ormai da diverse ore. Alcuni operatori
sembrano decisamente stanchi e così, di concerto col Comando H.G.,
che si trova nella stessa condizione, decidiamo per una pausa
notturna di due ore. Sono le 03:30. Alle 05:30 le ostilità
riprenderanno. Alcuni dei miei intorno a Moga però…. Continuano
imperterriti a martellare i miliziani… Faccio quasi fatica a farli
ritirare! Qualcuno di loro, al ritorno, getta orgoglioso una decina
di cyalume sul mio tavolo… ha fatto strage di miliziani nelle
tende….
8. L’offensiva degli Habr Gedir e l’arrivo del Little Bird
Nemmeno mezz’ora per riposare che una soffiata via telefono mi
informa dei preparativi degli H.G. per un attacco alle 05:30 in
punto. Corro a svegliare Proff che, in mia assenza, dovrà provvedere
da solo alla difesa della base. A me tocca un altro compito: recarmi
fino al campo volo di L’Aquila per prelevare e condurre al campo un
elicottero (della sua presenza sul campo non avevamo avvertito
nessuno dei partecipanti). Giunto a destinazione, appena prima di
partire, concordo con il Aidid un’azione per dare più spettacolo e
significato all’arrivo dell’elicottero. Dovrà recarsi con la sua
scorta poco distante dal Check Point Pasta, dove lo attenderà Proff
ed un certo numero di Rangers col compito di catturarlo, fare
perimetro in attesa dell’arrivo dell’elicottero, caricarlo su di
esso e portarlo al Comando T.F.R.
Il viaggio fino ad Ofena è a dir poco spettacolare con il “Little
Bird” che a volte “sfiora” le cime del Gran Sasso ed attraversa
alcune cave tra parete e parete. Giunti sopra Moga, scorgiamo dei
combattimenti in atto, ma non c’è tanta gente. Gli operatori di
entrambi gli schieramenti appaiono un po’ sparpagliati per tutto il
campo, con gruppi di smilzi e americani che camminano lunga la pista
ciclabile. C’è Proff alla testa di un gruppetto…. “fagli volare i
cappelli” gridiamo al pilota! Detto e fatto…. Passiamo loro proprio
sopra le teste! Ci comunicano via radio che il Comando T.F.R. è
sotto attacco e lo è stato sin dalle 05:30…. L’informazione era
giusta! Si sono viste scene di personale che usciva in mutande e
canottiera dalle tende, difendendo strenuamente il campo base nella
maniera migliore possibile. Per fortuna abbiamo retto al primo urto
ed il campo base resterà in mano nostra fino alla fine. Alle 08:30
circa atterro al Comando T.F.R.… c’è un po’ di curiosità per
l’elicottero, anche i miliziani ai bordi del campo non sparano per
qualche minuto, ma poi siamo di nuovo sotto attacco.
Nel frattempo qualcosa va storto con la cattura di Aidid.
L’elicottero riparte per prelevarlo con altri due operatori a bordo,
ma quando scende, la situazione precipita con Proff che viene colto
alle spalle dai miliziani e fatto prigioniero insieme ai due
operatori sbarcati, mentre Aidid viene trasportato al Comando T.F.R.
da un camioncino insieme ad altri suoi fedelissimi. Addio giro
spettacolare…. Mouse, Proff, dovrete prendere il prossimo volo!
9. Attacco finale a Moga
Dopo alcune decine di minuti l’elicottero esce di scena. Sono ormai
le 09:30 e con Aidid concordo il suo rilascio in cambio della
chiusura definitiva degli attacchi al Check Point Pasta ed al
Comando T.F.R. La giornata si concluderà per tutti a Moga. Ci
organizziamo alla meglio con tutti i mezzi disponibili (che fanno
più di un viaggio a testa) ed attacchiamo in massa. Gli H.G. ormai
sono tutti rientrati ed a Moga c’è confusione e carneficina.
Resistono e continueranno a resistere fino alla fine, conservando,
in sostanza, il controllo della loro zona.
Ripensando a freddo a questa Black Hawk Down, direi è stata molto
equilibrata, così come l’avevamo pensata…. Entrambi gli schieramenti
possono essere soddisfatti di quanto ottenuto… per il divertimento
di tutti che, speriamo, ci sia stato.
Orsi Bruni d’Abruzzo
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